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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Caggiano
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mwjaCaggiano è un mwjqcomune italiano di mwjg2 487 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkwprovincia di Salerno in mwlaCampania.

Contents

Storia
Origini
Simboli
Altro
Cucina
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Il paese è collocato su un rilievo dell'mwmaAppennino lucano, al confine del mwmqparco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. È il secondo comune più alto della provincia di Salerno (il primo è mwmgMontesano sulla Marcellana)

Il borgo è in posizione dominante sul mwnaVallo di Diano, mentre in direzione sud-ovest ha di fronte la catena dei monti mwnqAlburni al di là della quale si trova il mare di mwngPaestum ed il mwnwgolfo di Salerno. Secondo un racconto mwoamitologico i monti Alburni (nella parlata locale mwoqli mwogCuluònn) sono sede dei mwowTitani che qui si sarebbero rifugiati dal mwpamar Tirreno per sfuggire all'ira di mwpqNettuno. Secondo una leggenda locale ad ogni terremoto i Titani si spostano verso est, proprio nella direzione del paese.

Il settore meridionale del comune è caratterizzato da una topografia prevalentemente montana, con una quota media sul livello del mare al di sopra dei mwpw1 000 metri.

Il territorio montano di Caggiano, tuttavia, non presenta forme del rilievo accidentate, ma è strutturato a formare un altopiano dolcemente ondulato, intervallato, di tanto in tanto da versanti ripidi e scoscesi specialmente in corrispondenza dei pojie carsici, come ai piedi della Tempa del Vento. Qui sono localizzate le cime più elevate del territorio: Monte Sierio (mwqq1286 m s.l.m.), Monte Moschiglione (mwqg1199 m s.l.m.), Pietra dei Monaci (mwqw1194 m s.l.m.), Fosse di Salinas (mwra1190 m s.l.m.), Tempa del Vento (mwrq1174 m s.l.m.), Monte Sarcone (mwrg1173 m s.l.m.).

A nord - ovest dell'altopiano si erge il mwsaMonte Capo la Serra (mwsq1141 m s.l.m.), che domina con la sua mole l'abitato di Caggiano e la valle sottostante.

La contrada "Marevicino", posta ad ovest del centro abitato, raggiunge la quota di mwsw828 m s.l.m.. Ai piedi del rilievo su cui sorge l'abitato, la zona pianeggiante, è denominata "Lago". Nel fondovalle scorrono i fiumi mwtaMelandro e mwtqTanagro. In tutto il territorio sono presenti oltre venti sorgenti, ben distribuite tra le diverse contrade.

Il comune confina ad est con i comuni di mwtwVietri di Potenza e mwuaSant'Angelo Le Fratte, della mwuqprovincia di Potenza, in mwugBasilicata, a nord con mwuwSalvitelle e a sud-est con mwvaPolla, mwvqAuletta e mwvgPertosa, che appartengono invece alla stessa provincia di Salerno.

• mwwqClassificazione sismica: zona 1 (sismicità alta), Ordinanza PCM. 3274 del 20 marzo 2003.
• mwwwClassificazione climatica: zona D, 1772 mwxaGG.

Origini del nome

Il mwxwtoponimo mwyaCaianus si originò - come quello di altri paesi vicini, quali mwyqColliano da mwygLucullus, mwywSicignano da mwzaSicinius, mwzqRicigliano da mwzgRicilius, mwzwRomagnano da mwaaRomanius, mwaqBalvano da mwagBalbius, ecc. - dal comunissimo mwawpraenomen mwbaCaius, portato da qualche patrizio romano, che ne dovette possedere il mwbqfundus: nella lingua latina l'aggiunta del suffisso mwbganus alla radice del nome proprio denota appunto appartenenza. Da tale mwbwmwcapraenomen deriva infatti anche il nome di un altro mwcqfundus Caianus, nell'attuale provincia di Roma, e più precisamente nel comune di Labico, di cui ci è pervenuta notizia dal cosiddetto mwcgElenco Costantiniano e quello infine del comune di mwcwCaianello, in provincia di Caserta. Sappiamo ancora – a riprova di quanto detto – che l'aggettivo mwdaCaianus era assai in voga al tempo di Caligola: egli siccome in via ordinaria, era chiamato col prenome mwdqCaius, tale aggettivo venne a indicare tutto ciò che si riferiva all'imperatore, tanto che i suoi sostenitori erano detti appunto mwdgCaiani. Stesso nome fu successivamente dato da Tertulliano ai seguaci della montanista Quintilla, che egli però confuse con un'altra Quintilla, seguace appunto dello gnostico mwdwCaius.cite-ref-5[5]

Storia

Origini

Nel territorio sono stati rinvenuti resti preistorici, in particolare nelle "mwfwgrotte dello Zachito" ai piedi del monte sulla cui cima si trova oggi il paese, luogo particolarmente favorevole per la vicinanza del fiume mwgaMelandro.

Nell'mwggVIII-mwgwVII secolo a.C., l'area entrò probabilmente in contatto con le mwhacolonie mwhqgreche sulla costa. Il territorio doveva essere abitato da popolazioni di stirpe mwhgsabellica: le vallate erano percorse da genti nomadi dedite alla pastorizia, armate di frecce di pietra ed archi e con scudi di vimini, mentre sulle alture sorgevano villaggi protetti da mura. Senza particolari prove, la contrada di mwhwVeteranuso, a causa del suo nome, è stata ritenuta il sito di un'antica città (mwiaUrsentum o mwiqUrseo), capitale del popolo degli mwigUrsentini, che sarebbe sorta nella località di "Tempa dei Tiesti", dove alcuni ruderi furono interpretati come resti di un centro abitato .

Epoca romana

Il territorio entrò a far parte dei domini mwjwromani dopo le tre mwkaguerre sannitiche (mwkq343 - mwkg290 a.C.). Durante la mwkwseconda guerra punica mwlaAnnibale vi tese un agguato al console romano mwlqMarco Claudio Marcello e non lontano mwlgSpartaco fu definitivamente sconfitto presso mwlwDianum (l'antico centro da cui prende il nome il mwmaVallo di Diano) .

Sotto il dominio dei Romani il territorio faceva parte dellmwna'mwnqager Volceianus, territorio della città di mwngVolcei, attuale mwnwBuccino e i suoi abitanti fecero parte della "tribus Pomptina". Sono attestate numerose mwoaepigrafi e la famiglia degli mwoqInstei costruì una tomba monumentale nella località San Stasio. Con la riorganizzazione mwogdioclezianea il territorio di Caggiano fece parte della nuova mwowRegio III Lucania et Bruttii (mwpamwpqprovincia della Lucania e del Bruzio).

Epoca alto-medioevale

Durante il periodo delle mwqainvasioni barbariche il territorio fu percorso da mwqqVandali e mwqgVisigoti e fu interessato nel mwqwVI secolo dalle guerre tra mwraGoti e mwrqBizantini.

Il territorio passò quindi sotto il dominio dei mwrwLongobardi, a cui si deve probabilmente un rafforzamento delle fortificazioni, databile tra l'mwsaVIII e il mwsqIX secolo. Da alcuni importanti centri sulla costa rimasti in potere dei Bizantini si rifugiarono verso l'interno preti e monaci, per lo più di rito greco, perseguitati dagli mwsgiconoclasti.

Con l'indebolimento dei Longobardi, nel mwtaX-mwtqXI secolo si ebbe una nuova espansione bizantina verso l'interno, e questo rinnovato legame con il mondo greco è testimoniato a Caggiano dall'edificazione di chiese di rito greco, come Santa Caterina e Santa Maria dei Greci.

Nell'mwtwXI secolo l'mwuaItalia meridionale venne conquistata dai mwuqNormanni guidati da mwugRoberto il Guiscardo. A Caggiano, il loro arrivo, intorno al mwuw1070 fu segnato dal rafforzamento delle fortificazioni preesistenti e dalla costruzione di un mwvacastello, sul sito di precedenti opere fortificate. Il luogo aveva infatti notevole importanza a controllo delle vie verso la mwvqCalabria e la mwvgPuglia, percorse dai pellegrini diretti in mwvwTerra santa.

Intorno al castello si sviluppò quindi un piccolo borgo, primo nucleo dell'attuale abitato, con alcune dimore ed altri edifici che ben presto ottenne il titolo di mwxguniversità feudale. Nel mwxwXII secolo i mwyaTemplari vi eressero una mwyqmwygmansio in contrada "Sant'Agata", mentre l'mwywordine degli Ospitalieri (il futuro mwzaOrdine di Malta) gestiva l'ospedale dedicato a San Giovanni. Con la soppressione dei Templari nel mwzq1312 anche la mwzgmansio di Caggiano fu ceduta agli Ospitalieri.

Il primo signore di Caggiano di cui si abbia notizia è un certo Guglielmo de Cauciciano, citato in un atto di donazione del mw0a1092 conservato nell'archivio della mw0qBadia di Cava. Da questi la signoria passò al figlio Roberto, che in un primo momento vi associò anche i fratelli Guglielmo e Omfrida, e successivamente al figlio di Roberto, Ruggero.

Nel mw0w1246 i fratelli Roberto e Guglielmo, presero parte alla mw1acongiura di Capaccio contro il mw1qghibellino mw1gFederico II di Svevia e a favore del mw1wguelfo mw2aCarlo I d'Angiò: con il fallimento della congiura i fratelli dovettero rifugiarsi a mw2qRoma, mentre il feudo di Caggiano venne loro confiscato e nel mw2g1250 alla morte di Federico II, venne attribuito all'illustre medico salernitano mw2wGiovanni da Procida.

In seguito alla vittoria di Carlo d'Angiò su mw3qManfredi di Svevia a mw3gBenevento nel mw3w1266 il feudo fu nuovamente restituito Roberto di Cauciciano, figlio dello spodestato Guglielmo, insieme ai mw4acasali di Sant'Angelo Le Fratte e di Salvitelle.

Nel mw4g1284 il feudo passò a Mattia Gesualdo, che aveva sposato Costanza, ultima discendente legittima della famiglia dei Cauciciano.

La signoria dei Gesualdo

Il nuovo signore di Caggiano si mantenne fedele agli mw5qAngioini: nel mw5g1284 fu nominato da Carlo I "Giustiziere della Basilicata" e quattro anni dopo fu nominato cavaliere da mw5wCarlo II. Espanse inoltre i suoi domini, acquisendo anche mw6aPertosa, Castiglione e mw6qPaterno. Nel mw6g1330 gli successe il primogenito Niccolò e a questi prima il figlio Giovanni e poi l'altro figlio Mattia, che acquistò la signoria di mw6wPescopagano e fu ciambellano di mw7aRoberto d'Angiò e della regina mw7qGiovanna.

Luigi Gesualdo partecipò alla mw7wcongiura dei baroni contro mw8aFerrante d'Aragona e fu quindi privato del suo feudo, mentre il castello veniva in parte demolito. Il feudo venne affidato a Giacomo mw8qCaracciolo, conte di mw8gBuccino, che fece ricostruire le fortificazioni. Dopo la firma dell'mw8warmistizio di Lione tra mw9aLuigi XII di Francia e mw9qFerdinando II d'Aragona, nel mw9g1504, Luigi Gesualdo fu reintegrato nei suoi precedenti possedimenti. Morì nel dicembre del mw9w1518.

Nel corso del mw-qXV secolo Caggiano aveva anche dato i natali agli umanisti mw-gGabriele Altilio e mw-wCrisostomo Colonna.

Nel mw-q1674 la signoria dei mw-gGesualdo ebbe termine con Gianbattista Ludovisio, principe di mwaqaVenosa e di mwaqePiombino e signore di Caggiano, che vendette il feudo a Prospero Parisani di Tolentino. La famiglia, secondo l'opuscolo "mwaqiVeritatis Statera" di padre Arcangelo da Caggiano discendeva dalla nobile famiglia dei Suardo, di origini tedesche.

XVII-XIX secolo: i Parisani

Il marchese Vincenzo Parisani Buonanno si distinse per un governo particolarmente duro ed oppressivo e fu denunziato nel mwaqu1754 al "Tribunale Regio". Il marchese fu sottoposto ad un lungo processo che si concluse con un'assoluzione. Dopo aver inutilmente tentato di assalire il mwaqycastello i cittadini caggianesi lo denunziarono nuovamente e il nuovo procedimento giudiziario si protrasse fino alla vigilia della mwaqcrivoluzione francese.

La diffusione degli ideali rivoluzionari fece nascere anche a Caggiano un "Club della Libertà", guidato da mwaqkVincenzo Lupo e da mwaqoGiuseppe Antonio Abbamonte. Il regime mwaqsborbonico arrestò il primo e costrinse all'esilio il secondo, che divenne in seguito Segretario generale del ministro delle finanze nella mwaqwRepubblica Cisalpina. Nel mwaq01799 quando il generale mwaq4francese mwaq8Championnet proclamò a mwaraNapoli la mwarerepubblica napoletana, Abbamonte, conosciuto a Caggiano come "don Peppe", fu nominato presidente del Comitato Centrale.

L'ordinamento delle amministrazioni locali istituito durante l'occupazione francese e i regni di mwarmGiuseppe Bonaparte e di mwarqGioacchino Murat (mwaru1809-mwary1810), con il consiglio comunale (mwarcdecurionato) che eleggeva il mwargsindaco, sopravvisse alla mwarkRestaurazione

I Caggianesi presero parte ai moti del mwars1820-mwarw1821 e del mwar01831. Il paese venne inoltre colpito da una notevole crisi economica e si sollevò ancora nel mwar41848, In seguito alla nuova suddivisione amministrativa del mwar8regno di Napoli, il paese fece parte del mwasadistretto di Sala nel mwasePrincipato Citeriore e fu capoluogo di circondario.

Nella notte tra il 16 e il 17 dicembre del 1857 fu colpito dal violento mwasmterremoto della Basilicata.

Dal mwasu1860 al mwasy1927, durante il mwascRegno d'Italia divenne capoluogo dell'omonimo mwasgmandamento appartenente al mwaskCircondario di Sala Consilina.

La crisi si perpetuò fino alla fine del mwassXIX secolo incrementando il fenomeno dell'mwaswemigrazione soprattutto verso gli mwas0Stati Uniti, il mwas4Venezuela, l'mwas8Argentina e il mwataBrasile.

XX secolo: primo e secondo dopoguerra

Soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, il paese si è sviluppato ed esteso a valle delle vecchie mura di cinta ed il centro storico si è progressivamente spopolato. Oggi Caggiano è così diviso in due aree: il centro storico di origine romano-medioevale, racchiuso tra le mura, e l'area moderna. In questi ultimi anni, però, forestieri hanno cominciato ad acquistare case proprio nel centro storico per trascorrervi i periodi di ferie ed il fine settimana.

La popolazione ha accusato sensibili flessioni demografiche in corrispondenza di 3 ondate migratorie verso le mwatqAmeriche (essenzialmente mwatuUSA) all'inizio del mwatyXX secolo e tra le due guerre mondiali, ed ancora le mwatcAmeriche (oltre che verso gli USA anche in direzione di mwatgVenezuela ed mwatkArgentina) ma progressivamente sempre più spesso l'mwatoEuropa (essenzialmente la mwatsGermania Occidentale) ed il mwatwnord Italia nel secondo dopoguerra. In particolare,

• tra il mwat81921 ed il mwaua1936 la popolazione è passata da mwaue3 516 abitanti a mwaui3 061, perdendo 455 unità (13% ovvero una media di 30 persone l'anno);
• nel ventennio mwauq1951-mwauu1971 si è passati da mwauy3 817 abitanti a mwauc3 397, perdendo 420 unità (11% pari a 21 persone annue).

Oggi la popolazione si è attestata poco sopra le mwauk3 000 unità.

La mwausprima guerra mondiale causò diverse vittime tra i paesani (38 morti in combattimento, 7 dispersi, 9 in prigionia ed altri 10 per malattie contratte in guerra) e altre ne fece la mwauwseconda guerra mondiale (18 morti in combattimento, 4 dispersi e 7 per malattia). Dal 1859 al 1927 è stato capoluogo dell'omonimo mwau0mandamento appartenente al mwau4Circondario di Sala Consilina.

Le principali attività economiche sono l'agricoltura, l'allevamento, l'artigianato ed il commercio. I maggiori prodotti ricavati dal terreno sono cereali, olive ed uva. Scarsa è la superficie boschiva, per la maggior parte di demanio comunale.

Sono, inoltre, presenti alcune piccole aziende manifatturiere, meccaniche e di trasformazione alimentare.

Il mwaviterremoto del 23 novembre 1980, contrariamente a quanto avvenuto nei comuni limitrofi, ha solo sfiorato Caggiano senza provocare né morti né feriti, tanto che nell'occasione già nelle prime ore successive all'evento partirono gruppi di volontari per soccorrere i paesi vicini.

Simboli

L'attuale stemma del comune è uno scudo sormontato da una corona turrita e contornato da due rami, uno di quercia ed uno di alloro legati da un nastro tricolore. In esso è raffigurato un imponente maniero con due alte torri ed un torrione merlati, che si erge su un rigoglioso prato verde.
Quello riprodotto sui documenti ufficiali del Settecento reca invece la sagoma di una figura umana non facilmente decifrabile. Un breve studio del prof. Carmine Paolo Carucci dal titolo mwavoIllustrazioni dell'antico stemma civico di Caggiano ne spiega il mistero:
«Sullo stemma civico di Caggiano rinvenuto nel R(eale) Grande Archivio di Napoli – scrive il Carucci – è effigiato un personaggio di aspetto giovanile in atto di chi cammina, coverto di mwavwgiaco, con fascia a tracolla che finisce con due svolazzi al fianco sinistro, col petto fregiato di una croce, con corona marchionale sulla testa, e con la mano destra poggiata su d'un speciale bastone, sulla cui estremità superiore vedesi disegnato un edificio, che termina in alto con cupola con base circolare, circondata da fortilizi.
La mano sinistra ha l'indice piegato verso il suddetto edificio, indicando la meta da raggiungere ed in basso dallo stesso lato, ad una certa distanza osservasi una mezzaluna: il tutto circondato da una corona ovale di foglie di lauro.
La concessione di tale stemma all'Università di Caggiano evidentemente allude al memorabile fatto storico al quale prese parte Alberedo, signore di Caggiano, nella spedizione della mwav8prima crociata. […] L'edificio figurato sull'estremità del bastone rappresenta la mwawaBasilica del Santo Sepolcro di Cristo […] volendo significare che i Caggianesi, sotto il comando del loro signore, vanno alla conquista del S(anto) Sepolcro per riscattarlo dal dominio islamico».

Il gonfalone in uso è un drappo di azzurro.

Caggiano nelle mappe antiche

Numerose sono le mappe antiche che riportano l'abitato, anche se con dizioni diverse dall'attuale. Fra queste

• come mwawyCangiano

• 1704, mwawkDes Königreichs Napoli Nord-Theil di G. Bodenuercite-ref-6[6]
• 1704, mwaxaDes Königreichs Napoli Sud-Theil di G. Bodenuercite-ref-7[7]
• 1721, mwaxcItaly: Distinguished According to the Extent of all the States di mwaxgJohn Senex (?-1740, inglese)cite-ref-8[8]
• 1745, mwax4Neapolis Regnum Quo Continentur Aprutium Ulterius et Citerius, Comitatus Molisius Terra Laboris, Capitaniata Principot di mwax8Matthäus Seutter (1678-1757, tedesco)cite-ref-9[9]

• come mwayuCagiano

• 1771, mwaygL'Italie Divisée en ses Différens États Divisée di mwaykGiovanni Antonio Rizzi Zannoni (1736-1814)cite-ref-10[10]
• 1783, mway8CARTE D'ITALIE Assujettie aux Observations Astronomiques et Aux Itinéraires di Pietro Santinicite-ref-11[11]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture militari

Il castello di Caggiano, si trova sul lato orientale del paese, l'unico non difeso naturalmente e consiste in tre torri unite da un muro, con due porte d'accesso (dette, nel dialetto locale, "mwazwncap' lu pont" e mwaz0"'mmocca lu pont", ovvero "bocca del ponte"). Nei pressi delle due porte era la cappella dedicata a san Luca, conosciuta anche come "Cappella della Guardia". I primi apprestamenti difensivi risalgono forse al mwaz4IX-mwaz8X secolo, mentre i resti attualmente più evidenti risalto all'mwaaaepoca normanna, nell'mwaaeXI secolo. Nel mwaaiXIV e mwaamXV secolo la fortezza venne trasformata in residenza signorile. I mwaaqGesualdo vendettero nel mwaauXVI secolo gran parte del castello alle famiglie Isoldi (sudest) e Abbamonte (nord) e il settore nord-occidentale passò nel mwaayXIX secolo in proprietà dei Carucci. Oggi buona parte del castello è di proprietà del comune.

Le mura cittadine, sottoposte a un recente restauro, presentano dalle due originarie, quattro porte di accesso, due delle quali, sul lato orientale, collegate al castello. Altre porte di accesso alla città erano la "Pertuccia" e la "Mare (o Male) vicino"

Architetture religiose

• Chiesa madre del Santissimo Salvatore (mwaa8XI-mwabaXII secolo), presenta la facciata in stile mwaberomanico e l'interno ad una sola navata e con volta affrescata. Nel mwabiXV secolo svolse di fatto il ruolo di mwabmcattedrale, avendo ospitato i mwabqvescovi della soppressa mwabudiocesi di Satriano (mwabySatriano di Lucania), distrutta dalla regina mwabcGiovanna II di Napoli. Subì diversi rifacimenti e il campanile moderno, in mwabgcemento armato, è opera dell'ingegnere Salvatore Ruiz degli inizi del mwabkXX secolo. Ospita un altar maggiore mwaboseicentesco con trono in legno dorato, altri dieci altari, nove dei quali furono sotto il patronato delle principali famiglie del paese, diversi dipinti e un pergamo ligneo scolpito da Fortunato Cafaro. Nella chiesa vi sono 9 altari che ancora riportano il nome delle famiglie del paese che ne rivestirono il patronato: mwabsImmacolata Concezione ai Colonna; mwabwAnnunciazione ai Solimena; mwab0Arcangelo Michele agli Altilio; mwab4Maria del Soccorso agli Oliva; Sant'Egidio e di Santa Teresa ai Morrone-Di Stasio; San Giuseppe ai Sabini; mwab8Santa Maria delle Grazie ai Casale; mwacaSan Nicola di Bari ai Carusi-Abbamonte; Santa Monica ai Mignoli-Morrone.

• La chiesa di Santa Caterina fu in origine (mwac8XI secolo) dedicata al culto greco-mwadaortodosso e presenta pianta a croce greca. Fu danneggiata dal mwadeterremoto del 1857. La parte ancora conservata dell'edificio venne ripulita internamente agli inizi del mwadiXX secolo e vi furono aggiunti gli affreschi sulla volta del mwadmpresbiterio. Conserva nel soffitto a cassettoni della navata tre tele di mwadqNicola Peccheneda raffiguranti il mwaduCorpo di Cristo, il mwadyMartirio di santa Caterina, e il mwadcSan Carlo Borromeo, mentre altri due dipinti si trovano sulla parete, uno con mwadgCristo che assolve l'adultera, un altro con la mwadkConversione della Samaritana ed un'ultima con mwadoMaria Santissima del Carmine e san Simone nel braccio sinistro del mwadstransetto. I dipinti furono eseguiti tra 1769 e 1770. Un dipinto di Muccioli di Salvitelle del mwad01604 e raffigurante "mwad4San Mattia" si trova sopra l'altare del santo. Sopra l'mwad8altare maggiore in mwaeamarmo si trova una statua lignea di "mwaeeSanta Caterina" con diadema in argento.
• La chiesa di Santa Maria dei Greci (mwaemXI secolo) fu forse la prima chiesa eretta nel paese, con un'originaria pianta a croce greca. Risalirebbe secondo la tradizione locale, alla metà del mwaeqVI secolo ed era inizialmente affidata ai monaci mwaeubasiliani e fu in seguito mwaeychiesa ortodossa fino al mwaec1570. La chiesa Nel mwaeg1770 fu rimaneggiata con pianta a croce latina. Vi si conservano l'altar maggiore in marmo e un altare in legno dedicato a san Bartolomeo. In abbandono, ne crollò il tetto, ma è attualmente in via di recupero. Vi è sepolto Andrea Raguseo "mwaekde Venetiis, ultimo vescovo della diocesi di Satriano, morto nel mwaeo1439.
• Fuori dal paese, su una roccia sono presenti i ruderi della cappella di Santa Veneranda, risalente probabilmente all'mwaewXI secolo, a navata unica e con abside semicircolare, distrutta da un terremoto nel mwae0Settecento.
• La cappella di San Luca Evangelista, sorta ai piedi del castello nel mwae8XIII secolo, si presenta a navata unica e con un'edicola in pietra al di sopra del portale in facciata.
• Il colle di Sant'Agata, fuori dal centro abitato, in direzione nord, conserva i ruderi di una mwafemansio dei mwafiTemplari del mwafmXIII secolo, con una chiesa a navata unica racchiusa in un recinto fortificato con torri, dedicata a Sant'Agata, risalente al mwafqXII secolo. Dopo la soppressione dell'ordine nel mwafu1312 le sue proprietà passarono al mwafyordine degli Ospitalieri (oggi ordine di Malta), che gestiva già l'ospizio di San Giovanni. Secondo un erudito locale del mwafcXIX secolo, don Alessio Lupo, sacerdote nel paese, un manoscritto del mwafg1572 riportava gli edifici templari come ancora esistenti e i loro ruderi erano ancora ben visibili nel mwafkXVIII secolo. Il nome della chiesa è passato alla denominazione dell'attuale contrada e una leggenda popolare narra dell'esistenza di un tesoro in una grotta sovrastante, che sarebbe stato nascosto dai Templari prima della loro fuga, ma che sarebbe stato custodito da un mostro.
• Il mwafsconvento dei mwafwPadri Minori sorse al di fuori del centro storico, sulla cima di un'altura nel mwaf01634 e si articola intorno al chiostro a due piani. Il terreno, con una preesistente cappella dedicata a Santa Sofia, venne donato dall'mwaf4università (comunità) di Caggiano nel mwaf81635. La chiesa, completata nel mwaga1717 con il contributo dei cittadini, fu dedicata al mwagesanto patrono del paese, mwagisant'Antonio di Padova e rifatta ancora nel mwagm1749. Conserva due delle tre navate originarie, dopo la distruzione della navata destra per far posto al convento e vi sono custodite tele di mwagqNicola Peccheneda. Il convento venne soppresso nel mwagu1866 e in seguito ospitò un mwagyosservatorio meteorologico geodinamico e attualmente è occupato dalla mwagccanonica della chiesa e dalla biblioteca comunale, con un antiquarium che conserva i materiali archeologici provenienti dal monumento funerario degli mwaggInsteii.
• Altre cappelle presenti nel paese sono:

• Cappella di San Biagio, nella contrada omonima.
• Cappella di San Gennaro, costruita nel mwag01692 annessa al palazzo dei Salinas.
• Cappella di San Giacomo, condivisa con i comuni di mwag8Auletta e mwahaSalvitelle, dove annualmente si celebra una solenne funzione religiosa
• Cappella di San Sebastiano, distrutta dal terremoto del 1857
• Cappella di San Vito, nella contrada omonima e ora distrutta.
• Cappella di San Luca, in via Roma.

Altro

• Il monumento funerario degli mwahcInsteii e dei Gresii, di epoca mwahgaugustea, aveva forma di tempietto su podio. Gli elementi architettonici che appartenevano al sepolcro sono in esposizione presso la biblioteca nell'ex convento dei Padri Riformati.
• Presso la località di Santo Stasio si conservano i resti pertinenti probabilmente ad una villa rustica di epoca tardo-imperiale (mwahofregi dorici, una statua in calcare, un nucleo di iscrizioni e resti murari).
• I portali del centro storico del paese, in particolare in via Marvicino, presentano il "mwahwpicchiotto" (mwah0truzzulatùr), usato per bussare, semplice ad anello, oppure decorato con vari motivi, da quelli antropomorfi a quelli animalistici. Sono inoltre spesso presenti serrature con ghiere ornate, e stipiti, archi e chiavi con decorazioni scolpite.
• Presso la biblioteca comunale è possibile visitare il Museo della Polizia di Stato all'interno della sede del A.N.P.S. dedicata a Giovanni Palatucci.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-12[12]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre mwaig2015 a Caggiano risultano residenti 82 cittadini stranieri.cite-ref-13[13]

Religione

La maggioranza della popolazionecite-ref-14[14] è di religione mwajmcristiana di rito mwajqcattolico; il comune appartiene all'omonima mwajuforania dell'mwajyarcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, con due parrocchie:

• S. Maria dei Greci in S. Antonio
• SS. Salvatore e S. Caterina

Dialetto

La parlata locale, tuttora diffusa a livello familiare, ha affinità con quelle lucane della mwajwBasilicata e come molte altre dell'Italia meridionale presenta influssi dal mwaj0greco.

Cultura

Cucina

La cucina tradizionale di Caggiano è tipicamente contadina in quanto i suoi ingredienti fondamentali e condimenti sono tutti frutto dei suoi campi e dell'allevamento, ad eccezione del mwakmsale da cucina, dello mwakqzucchero e di mwakuspezie come il mwakypepe. Inoltre, sviluppatasi in un'epoca in cui l'autoproduzione era la norma, per la distanza che separa l'abitato dal mare quasi assente è il pesce, ad eccezione di quello conservato (e quindi commercializzato) sotto sale: mwakcalici e mwakgbaccalà.

La fertilità e varietà del territorio ha comunque permesso lo sviluppo di una cucina molto ricca. Il comune, infatti, si estende dai 300-400 metri fino ai 1200–1300mwako m mwakss.l.m. sostenendo un gran numero di coltivazioni: mwakwgrano, mwak0orzo, mwak4granturco, mwak8vite, mwalaulivo, mwalenoce, mwalicastagno, mwalmpatate, mwalqlupini, mwalupomodori, mwalylattuga, mwalcrapa, mwalgcavolfiore, mwalkzucca, mwalomeli, mwalsperi, mwalwcachi, mwal0ceci, mwal4fagioli, mwal8granturco, mwamapesche, mwameprugne, mwamifichi,... Anche se in via di abbandono, una volta la mwammpastorizia era praticata capillarmente (nei tempi andati erano molte le famiglie che possedevano qualche mwamqcapra o mwamupecora), così come l'mwamyallevamento di animali da cortile (le mwamcgalline al calar del sole trovavano rifugio nelle stesse abitazioni dei loro proprietari) e, per i più ricchi, il mwamgmaiale. Non mancavano i mwamkconigli. Meno praticato era l'allevamento di mwamobovini, oggi molto diffuso. Per tutte queste ragioni la tradizione culinaria caggianese in ogni stagione offre piatti legati alla ciclica disponibilità di ingredienti.

Da notare che alcuni prodotti un tempo erano acquistati sempre dai paesi vicini perché inspiegabilmente si era convinti che non potessero crescere a Caggiano. Era il caso dell'mwamwaglio da mwam0Polla, delle mwam4cipolle da mwam8Sant'Arsenio o delle mwanaverze da mwaneSant'Angelo Le Fratte. Lo scambio spesso avveniva in occasione di fiere e mercati che periodicamente si tenevano nei diversi comuni.

I primi piatti

La pasta

L'impasto per la preparazione della pasta è molto povero, essendo normalmente costituito di sola mwankfarina ed mwanoacqua (circa 850mwanscm³ di acqua per 1mwanw kg di farina). Solo per alcuni formati speciali (ad es. per le mwan0sfoglie) sono occasionalmente aggiunte delle uova.

Il tipo di pasta fatta in casa più diffuso, perché di più semplice preparazione, è il mwan8cavatìedd o mwaoacru-sìcchi (cavatello) preparato in diversi formati a seconda del tipo di condimento:

• se cavato con un dito è ottimo con salsa di pomodoro e, in generale, condimenti da mangiare con il cucchiaio: mwaompatate, mwaoqfagioli, mwaoupiselli,...
• se cavato con due o più dita si sposa bene soprattutto con le mwaocverdure (mwaogverza, mwaokbroccoli,...)

Un altro formato molto diffuso perché di semplice preparazione è la mwaoslà-a-na, che si accompagna sempre con mwaowlegumi o verdure, raramente con mwao0salsa di pomodoro. È preparata tagliando in striscioline di alcuni millimetri una sfoglia arrotolata nel cui impasto sono state eventualmente utilizzate anche mwao4uova. Il risultato è simile a delle strette mwao8fettuccine. Particolarmente apprezzate sono mwapalà-a-ne e cìc'-r, cioè là-a-ne e ceci insaporiti in bianco:, mwapeprezzemolo aglio e cipolla a pezzetti appena soffritti nell'olio, con l'aggiunta eventuale di mwapivn-drè-sc-ca (mwapmpancetta) tagliato a dadini. La mwapqlà-a-na era specialmente diffusa sia perché di preparazione veloce, sia perché adatta ad essere conservata per più giorni. I condimenti brodosi con cui si sposa bene la rendevano, inoltre, un economico mwapuriempipancia.

Da notare che in dialetto caggianese solo usata al plurale la parola mwapclà-a-na individua il tipo di pasta appena descritto mentre al singolare indica la sfoglia. mwapgLa-anatù-r è invece il mattarello utilizzato per stendere la sfoglia.

Le mwap4zucuarèdd sono la versione caggianese e casalinga degli mwap8spaghetti. Preparato con un impasto di sola farina ed acqua, tradizionalmente ciascuna mwaqazucuarèdda è ordinata in spirale per essere più semplicemente prelevate per buttarla nell'acqua bollente. Si condiscono con la salsa di pomodoro.

Le mwaqitagliarelle sono invece le mwaqmtagliatelle preparate a partire dalla sfoglia stesa e tagliata in striscioline di circa un centimetro di larghezza.

I formati di pasta più ricchi ed importanti, sia per gli ingredienti sia per i tempi di preparazione, sono certamente mwaqufusì-dd (mwaqyfusillo) e mwaqcgraviù-ol (mwaqgraviolo). In entrambi i casi l'impasto prevede l'aggiunta di uova.

I mwaq4fusì-dd sono un tipo di pasta lunga. Di forma irregolare, è lavorato intorno ad un ferro angolato e sottile una volta ricavato dagli stecchetti degli ombrelli. La sua preparazione è particolarmente lunga perché deve essere lasciato a mwaq8ngru-sc-scuà o mwaraassucuà (cioè ad asciugare o disseccare) per alcune ore altrimenti maneggiandolo quando è ancora fresco (anche solo per buttarlo nell'acqua bollente) si schiaccia o si ostruiscono le estremità, impedendone una cottura uniforme.

Il mwarygraviù-ol è il classico raviolo preparato a partire da una sfoglia. Il ripieno è costituito da un impasto di mwarcricotta, uova, formaggio e prezzemolo tagliato a pezzetti. Sono conditi sempre con salsa di pomodoro e formaggio.

Per quanto riguarda i primi, una menzione a parte meritano mwarkparmarìedd e mwarotagliulì-n. Il mwarsparmarìedd è la variante del cavatello da mangiare, per tradizione, la mwarwdomenica delle Palme. Il suo impasto prevede l'aggiunta di uova ed è cavato a tre o quattro dita per farlo rassomigliare ad una foglia di ulivo. Lo si condisce con salsa di pomodoro.

I mwar4tagliulì-n sono una variante della mwar8là-a-na preparata per l'mwasaAscensione. Il suo impasto prevede uova e si differenzia dalla mwaselà-a-na perché la sfoglia arrotolata è tagliata ancora più sottilmente: mwasifìn cò-m nu capèdd (sottile come un capello). Anche la preparazione è particolare: prima di aver raggiunto la cottura completa in acqua, sono scolati e quindi versati nel latte bollente per terminarla. Sono quindi serviti nello stesso latte in cui hanno completato la cottura. Una volta il latte era quello fresco di pecora, oggi ci si accontenta di latte intero a lunga conservazione.

La pasta preconfezionata, infine, ancora fino agli mwasqanni sessanta del mwasusecolo scorso era acquistata sfusa e consumata solo nelle giornate di festa come il pranzo della mwasyvigilia di Natale: chi poteva acquistava un po' di spaghetti che condiva con il baccalà al sugo o, per chi non poteva permetterselo, con le alici salate. Queste ultimi sono i due unici primi a base di pesce della tradizione caggianese.

I condimenti

La salsa al pomodoro era un condimento che, al di fuori del periodo di disponibilità del prodotto fresco, era riservato solo alle feste. Nel resto dell'anno, infatti, si poteva consumare solo quella che ciascuna famiglia confezionava sottovuoto in agosto e settembre, usanza ormai sempre meno praticata:

• per la mwasspassata, il pomodoro era bollito per qualche minuto, quindi punto con una forchetta per liberarlo dall'acqua. Era poi ridotto in poltiglia con un passatutto o un passa-pomodoro che separava anche la polpa da pellicina e semi. Il sugo così ottenuto era versato in recipienti di vetro (bottiglie o vasetti) che poi erano ermeticamente sigillati e quindi bolliti. Pellicine e semi, prodotti di scarto della lavorazione, non venivano buttati ma riciclati come concime.
• in alternativa si preparavano le mwas0Zammeddmwas4', cioè pomodori con la buccia: l'ortaggio era tagliato a pezzetti e liberato dai semi, quindi versato crudo nei vasetti di vetro che erano poi ermeticamente sigillati e quindi bolliti. Questo condimento era impiegato anche per le pizze al pomodoro.

Alcuni preparavano anche il concentrato di pomodoro, lasciando essiccare al sole la passata cotta. Così confezionata, la salsa poteva essere consumata anche dopo anni.

I legumi più spesso utilizzati come condimento dei primi erano (e sono) fagioli, ceci e, quando disponibili, fave e piselli freschi. I legumi, infatti, coniugano all'elevato contenuto energetico una semplice coltivazione. Una volta essiccati, inoltre, sono facilmente conservati in dei semplici sacchi anche per mesi. Li si preparano di solito in bianco, su un fondo di aglio o cipolla soffritti.

I legumi essiccati, così come il grano, erano una volte sfruttati anche per conservare le uova: tra i chicchi, infatti, la temperatura è costante per tutto l'anno e così le uova vi potevano essere conservati per lungo tempo fino a qualche fiera dove erano barattate con altro o accumulate in vista di qualche occasione particolare (ad es. una festa di matrimonio).

Per quanto riguarda le verdure, molto apprezzate sono verze e broccoli, anche loro preparate in bianco in abbondante brodo e su un fondo di aglio soffritto, con l'eventuale aggiunta di un pomodoro tagliato a pezzetti grossi. Una volta, quando qualche famiglia non possedeva un terreno adatto alla loro crescita, spesso trovava più redditizio fittare da un conoscente qualche solco di un terreno migliore da lavorare in proprio.

Non potevano mancare, naturalmente, le patate, prodotte in grande quantità nelle zone montane.

Indipendentemente dalla base utilizzata per il condimento, a piacere tanti accompagnano i primi con il peperoncino essiccato o, quando è fresco, morsicato.

Piatti a base di carne

Per motivi prettamente economici, la dieta di una volta era povera di carne ed uova.

La carne, infatti, era un bene che anche i più ricchi si concedevano raramente: i più allevavano gli animali per venderli così da pagare le tasse, prima fra tutte la mwatgfunduaria (la patrimoniale), o comprare scarpe ed abiti. Quando però vendevano la carne già macellata, conservavano per sé le parti meno pregiate che poi sfruttavano inventando piatti poveri, ma capaci di dare soddisfazione a tutta la famiglia.

Tra questi, la mwatspèttla è forse il piatto di carne povero per eccellenza, necessitando della sola pelle di pollo. Questa è tolta all'animale la più integra possibile, quindi imbottita con un impasto a base di pane, uova, formaggio, prezzemolo,... infine completamente richiusa con ago e filo prima di essere bollita in un brodo solitamente vegetale. È servita tagliata a fette. Una variante decisamente più ricca (e moderna) è la mwatwmbutt-tùra, dove al posto della pelle di pollo si usa la pancetta di vitello.

La mwat4lingua di bue è una parte dell'animale capace di fornire tanta carne. Prima però deve essere bollita a lungo così da poterla scorticare per liberarla dalla superficie ruvida che la riveste e protegge consentendo all'animale di mangiare anche erbe spinose. La carne è, invece, molto morbida e può essere preparata a piacere. Il suo sapore dolciastro è facilmente mitigato cuocendo la carne nel vino bianco. Anche per questo è particolarmente adatta per le mwat8pizzaiole (aglio, origano, pomodori a pezzetti ed un po' d'olio) il cui sugo è buono anche per condire la pasta.

Per quanto riguarda il maiale, è noto che dell'animale si sfrutta tutto. La lavorazione delle sue carni è un'operazione molto delicata da eseguire entro poche ore dall'uccisione per impedire che i batteri l'attacchino rovinandola irreparabilmente. Per questa ragione un rito che si ripeteva innumerevoli volte nell'abitato come nei casolari in campagna tra la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno era proprio l'uccisione dei maiali, a cui i proprietari chiamavano a partecipare un congruo numero di parenti e conoscenti con i quali si mangiavano le parti meno pregiate a pranzo e cena in cambio di un aiuto nella macellazione e nella preparazione dei salumi. Il tutto doveva concludersi nel giro di uno-due giorni al massimo. Salsicce, capocolli, sopressate,.... erano poi lasciati stagionare appesi al soffitto della cucina per sfruttare il fumo dei focolari.

Per ucciderlo, il maiale era bloccato da un buon numero di persone su una panca, quindi gli si recideva la giugulare e l'animale moriva dissanguato dopo un'agonia di alcuni minuti. Questa macabra procedura era giustificata dalla necessità di dissanguarlo per impedire che il sangue coagulandosi ne rovinasse le carni: oggi la disponibilità di macchine che velocizzano la macellazione e lavorazione consente di uccidere l'animale molto velocemente, quando invece tali operazioni erano svolte manualmente, non era assolutamente possibile evitarlo. Comunque neppure il sangue era buttato, ma raccolto e poi bollito con l'aggiunta di zucchero, cacao e cioccolato fino a formare il mwauisanguinaccio, un dolce molto ricercato.

Fra le parti povere del maiale, c'è la cotica ed il lardo. La cotica la si mangia in diversi modi, ad esempio come involtini conditi con aglio e prezzemolo cotti nella salsa di pomodoro. In questo modo anche il sugo diventa più ricco e aderisce ben bene alla porosità tipica della pasta fatta a mano. Il lardo era particolarmente apprezzato perché, messo sotto sale e riposto in un luogo fresco, può essere conservato per diversi mesi. La sua mwauqsalamoia, inoltre, era recuperata per condire la pasta risparmiando, così, sul sale, un condimento indispensable quanto costoso.

Sciogliendolo in una pentola, dal lardo si ricava lo mwauostrutto. Se fritto a pezzetti, la parte che si scioglie raffreddandosi diventa ancora strutto, il resto delle bontà croccanti da mangiare caldi: mwausfrìtt-le (cigole). Un pugno di frìtt-le può anche essere utilizzato per condire l'impasto per preparare il pane.

Piatti a base vegetale

I piatti a base di verdure, sia coltivate che raccolte selvatiche nei campi incolti o ai margini delle strade, sono numerosi e ricchi di varianti. Fra questi:

• mwavaPatate

• mwavmPatan a la sandàngi-lesa (patate alla santangelesa, dal nome del mwavqcomune confinante con Caggiano): patate novelle e piccole, prima bollite e poi pelate, quindi fritte con diversi sapori (origano, rosmarino).
• mwavyPatan scavurat: patate scaldate e poi pelate da schiacciare per farne purea o tagliate a spicchi per dare sostanza ad un'insalata di pomodori.

• mwavgBroccoli

• mwavsVrùo-cch-l scuppt-iat: i broccoli sono cotti a vapore su un fondo di aglio soffritto con l'aggiunta di qualche spicchio di salsiccia fresca.

• mwav0Scarola

• con le polpettine: la scarola è bollita in un brodo di carne; da parte si preparano polpettine molto piccole con un impasto di mollica di pane, carne, uova e formaggio che sono bollite da parte; la scarola è quindi servita con sopra le polpettine.

• mwaweCicoria e cicorioni: raccolta ai lati della strada, sono preparate bollite.
• Lìembr: un vegetale spontaneo conservato sotto'aceto.
• mwawqCavoli: tagliati a pezzetti:

• sono impanati e poi fritti in un impasto di farina in cui si è aggiunto un po' di lievito.
• sono bolliti e quindi conditi con aceto.
• sono scaldati in abbondante acqua con aggiunta di olio e pomodoro, quindi serviti in questo brodo.

• Fiori di mwawozucca:

• sono soffritti in un impasto di farina in cui si è aggiunto un po' di lievito.
• sono bolliti e quindi mangiati a mo' di minestra.

• mwaw8Melanzane:

• mwaxiparmigiana: tagliate di lungo in fette sottili, sono impanate e fritte quindi disposte in due o tre strati in una teglia, ciascuno inframezzato da salsa di pomodoro e formaggio fresco (ad es. caciocavallo) tagliato a pezzetti.
• tagliate di lungo e quindi liberate da semi e mollica, sono cotte in forno imbottite con un impasto di mollica di pane, uova, formaggio e la stessa mollica della melanzana.
• mwaxuciambotta: melanzane e peperoni tagliate a dadini e cotte in una padella separatamente, quindi unite per terminare la cottura con l'aggiunta di cipolle.

• mwaxcZucchine:

• con patate
• mwaxsscapece: tagliate a fette, quindi fritte e condite con aglio e menta. Sono servite fredde.

Rustici

• mwax8mwayaPasticc caggià-nes: pizza con vari formaggi, carne tritata, uova e salame e cotta in forno, da mangiare calda.
• mwayiPìzza-chièna: pizza farcita di formaggio fresco, uova e pezzi di sopressata e poi cotta in forno.

Dolci

• mwayyPizza-ròc': torta con almeno due strati di crema (gialla al limone e scura al cacao amaro) e spesso rivestita di mwaycnaspro, come il rivestimento della mwaygcassata siciliana, cioè zucchero sciolto a caldo e poi spalmato sulla torta, che raffreddandosi diventa bianco e solido.

Pane

• mwaywPan cùott: pane raffermo, bollito e condito.

==Pane e pizze== A [[Pasqua]], inoltre, era preparato il ''tòrta-n'', pane a forma di ciambella con l'aggiunta nell'impasto delle ''frìtt-le''. Fresa M-cciatìedd ==I pranzi di matrimonio== Una occasione di festa molto sentita è ancor oggi il matrimonio. Quello caggianese si contraddistingue per il gran numero di portate, solitamente x, che ne fa anche una vera rassegna della tradizione culinaria del paese: # bocconcini di fiordilatte con fette di capocollo e sedano impanato e fritto # ''ziti'' (un formato di pasta) al sugo Oggi, purtroppo, è sempre più contaminato da piatti sotto'olio, sott'aceti cicèr-ch-la o c'cèr-ch-la cicerchia pomodori formaggio, ricotta Elenco di piatti tipici e del loro nome dialettale: ====Primi==== * ''Lagàn e cìc-r'': " lagane" e ceci; * ''cavatìedd'' o ''crusìcchi'': cavatelli ''cavati'' con uno-due dita; * ''fusì-dd'': fusilli; * ''parma-rièdd'': cavatelli lunghi, cioè ''cavati'' con 3-4 dita, cucinati tipicamente la [[domenica delle palme]]; * ''ra-v-iul'': ravioli con un ripieno di ricotta, formaggio e uova; * ''zu-cua-rèdd'' (piccola corda, spaghetto): pasta lunga e sottile che ricorda gli [[spaghetti]]. ====Secondi==== * ''Patan a la sandàngi-lesa'': patate piccole prima bollite e poi pelate, quindi fritte con diversi sapori (origano, rosmarino); * ''patan scavurat'': patate scaldate che poi vengono schiacciate per farne purea o tagliate a spicchi per dare sostanza ad un'insalata di pomodori. ====Rustici==== * ''[[pasticcio caggianese|Pasticc caggià-nes]]'': pizza con vari formaggi, carne tritata, uova e salame e cotta in forno, da mangiare calda; * ''pìzza-chièna'': pizza farcita di formaggio fresco, uova e pezzi di sopressata e poi cotta in forno. ====Dolci==== * ''pizza-ròc''': torta con almeno due strati di crema (gialla al limone e scura al cacao amaro) e spesso rivestita di ''naspro'', come il rivestimento della [[cassata]] siciliana, cioè zucchero sciolto a caldo e poi spalmato sulla torta, che raffreddandosi diventa bianco e solido. ====Pane==== * ''Pan cùott'': pane raffermo, bollito e condito.

Geografia antropica

Frazioni

Lo statuto comunale di Caggiano non menziona alcuna frazione. In base al 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazionicite-ref-15[15], le località abitate sono:

• Calabri, 28 abitanti, mwazy470 m s.l.m.;
• Fontana Caggiano I, 50 abitanti, mwazg750 m s.l.m.;
• Mattina, 124 abitanti, mwazo550 m s.l.m.;
• Mattina V, 33 abitanti, mwazw525 m s.l.m.;
• Piedi L'Arma, 24 abitanti, mwaz4685 m s.l.m..

Economia

Infrastrutture e trasporti

Strade

• mwa0uStrada Regionale 19 ter mwa0yInnesto ex SS 407 (Bivio per Vietri di Potenza)-Innesto SS 19.
• Strada Provinciale 341 mwa0gInnesto ex SS 19/ter-Caggiano-Salvitelle-Innesto ex SS 94.
• Strada Provinciale 442 mwa0oIsca/Pantanelle (Valle del Melandro)-ex SS 19/ter.

Amministrazione

Altre informazioni amministrative

Il comune fa parte della mwa1aComunità montana Tanagro - Alto e Medio Sele.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'mwa1iAutorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Sport

A.S.D. Caggianese è l'associazione sportiva comunale sorta nel 2004. Dal 2004 al 2009 ha militato nel calcio a 5. Nel campionato 2024-2025 milita nel campionato di Calcio di Seconda Categoria della Provincia di Salerno nel girone "I" posizionandosi al 5º posto. Nella stagione 2025-2026 milita nel campionato di Calcio di Seconda Categoria della provincia di Salerno nel girone "L".

Impianti sportivi

• Campo di calcio in loc. Ciotte
• Campo calcetto via Enrico Quaranta

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwa2emwa2imwa2mBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwa2qdemo.istat.it, mwa2uISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwa2kmwa2omwa2sClassificazione sismica (mwa2wmwa20XLS), su mwa24rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwa3imwa3mmwa3qTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwa3umwa3yPDF), in mwa3cciterefmwa3gLeggemwa3k mwa3o26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwa3sAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwa3w 151. mwa30URL consultato il 25 aprile 2012 mwa34(archiviato dall'mwa38url originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-43. mwa4mmwa4qmwa4uEventi, su mwa4ycomune.caggiano.sa.it. mwa4cURL consultato il 15 maggio 2025.
cite-note-55. Giovanni Salimbene, mwa4sLe famiglie di Caggiano e Pertosa negli anni 1740 e 1754, Salerno, Lavegliacarlone Editore, 2008, pp. 11-12
cite-note-66. mwa5emwa5iViewing Southern Europe/Europe1704h.sid
cite-note-77. mwa58mwa6aViewing Southern Europe/Europe1704i.sid
cite-note-88. mwa60mwa64Viewing Southern Europe/Europe1721h.sid
cite-note-99. mwa7smwa7wViewing Southern Europe/Europe1745m.sid
cite-note-1010. mwa8kmwa8oViewing Southern Europe/Europe1771j.sid
cite-note-1111. mwa9umwa9ymwa9cITALY 1783: Kingdom of Naples, su mwa9geuratlas.net.
cite-note-1212. Dati tratti da: mwa9wmwa90mwa94mwa98mwa-aPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwa-emwa-iPDF), su mwa-mebiblio.istat.it, mwa-qISTAT. mwa-umwa-ymwa-cmwa-gPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwa-kesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1313. mwa-4mwa-8mwa-aComune di CAGGIANO: popolazione straniera per sesso, bilancio demografico stranieri, tasso di crescita stranieri, cittadinanza, su mwa-eurbistat.it.
cite-note-1414. mwa-umwa-ymwa-cArcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno, su mwa-gdiocesisalerno.it.
cite-note-1515. mwa-wmwa-0mwa-414º Censimento, su mwa-8dawinci.istat.it. mwbaaURL consultato il 28 novembre 2009 mwbae(archiviato dall'mwbaiurl originale il 12 febbraio 2012).

Bibliografia

• Gaetano Lamattina, mwbayCaggiano e il suo Casale di Pertosa. Acerronia, 1975.
• Gaetano Lamattina, mwbagCaggiano ed i Casali di Pertosa e Salvitelle, G. Greco Editori, Napoli, 1991.
• mwbaoVittorio Bracco, mwbasVolcei, Firenze, mwbawLeo S. Olschki Editore, 1978.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikiquote
• Wikimedia Commons

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Caggiano

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.caggiano.sa.it.
• mwbb0Storia e monumenti del comune di Caggiano, su regionecampania.org (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2003).
• mwbb8(ES) Información sobre Caggiano en español, su geocities.com. URL consultato il 7 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2006).
• mwbceDescrizione dei reperti esposti nel Museo Archeologico, su marcheo.napolibeniculturali.it. URL consultato il 31 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2007).